TRACCE | NoPolis


21 dicembre 2020
prima esposizione
Teatro India | Roma
Teatri di Vetro _ Oscillazioni
 
il mio corpo prende posizione






1 – 6 dicembre 2020
residenza
Il Lavatoio – Santarcangelo di Romagna

[ … ] 
È il tempo della rivolta. [ … ] 
La resistenza è un movimento che non ha la verticalità della sollevazione, né il viso aperto della ribellione, ma la latenza diffusa e anonima della clandestinità. [ … ] 
La resistenza prelude alla rivolta. [ … ] 
Si può vedere la resistenza come l’altra faccia dell’immunizzazione. Pur procedendo da un’analoga esigenza difensiva, i percorsi sono diversi. Chi si immunizza, cautelandosi dal rischio del contatto, dall’esposizione all’altro, si ripiega in sé, entro un argine immunitario, il più possibile ristretto, tenuto insieme dalla paura. Il resistente abbassa gli occhi, ma aumenta la vigilanza. La sua energia ribelle è contagiosa, la sua disposizione condivisa. Il suo fronte unisce forze, esperienze, idee diverse, che tuttavia, una volta superata l’avversità, possono disperdersi. Sta qui il suo pregio e il suo limite. [ … ] 
democrazia immunitaria [ … ] 
Donatella Di Cesare

dimensione corporea dell'azione

[ … ] ogni rivendicazione viene effettuata attraverso un movimento del corpo, un’aggregazione, un’azione, un gesto di resistenza. [ … ] 
L’azione corporea, la gestualità, il movimento, l’aggregazione, la persistenza, l’esposizione alla possibile violenza. [ … ] 
Judith Butler

Spossessamento del logos dell’io.
[ … ]  “io” non sono una collezione di identità; “io” sono un’assemblea, un’assemblea generale, o un assemblaggio. [ … ] 
Judith Butler

Mi rivolto, dunque siamo.
Albert Camus

[ … ] La rivolta giunge a mettere in questione lo Stato. Che sia democratico o distopico, laico o religioso – ne porta alla luce la violenza, ne destituisce la sovranità. [ … ] 
È durante i tumulti nelle città italiane rinascimentali che la parola italiana “rivolta”, emancipandosi dal verbo “rivolgere”, e quindi dal latino revolvere, che vuol dire ripiegare, tornare indietro, fa il suo ingresso in politica con un valore sempre più metaforico. Allude a un rivolgimento, un cambio – e svela così il nesso, non solo etimologico, che la lega a rivoluzione. Ma già secoli prima della rivoluzione è la rivolta a esprimere il rifiuto dell’autorità. Rivoltarsi allude al volta-faccia e significa cambiare parte, sottrarsi all’obbedienza, sfuggire al comando. [ … ] 
La rivolta sospende il tempo e instaura un tempo altro. [ … ] 
La rivolta è sospensione del tempo storico. [ … ] 
Se la rivoluzione prepara il domani, la rivolta evoca il dopodomani. [ … ] 
… la rivolta è risveglio nervoso, vibrazione emotiva, esposizione al limite, estensione che rompe la monotonia, che interrompe la grigia continuità. E perciò è sensazione di esistere. [ … ] 
L’evento della rivolta interrompe il tempo, manda all’aria l’agenda del potere, arresta la routine della spogliazione, scompagina la storia. [ … ] 
La rivolta sconfina nella festa. [ … ] 
… la rivolta non solo mette a distanza l’abituale e l’abitudine, ma invita a un altro modo di abitare il tempo. [ … ] 
[ La rivolta ] è passaggio anarchico a uno spazio di tempo dove il dopodomani non è evocato, ma già vissuto nell’affrancamento dal luogo, dall’identità, dall’appartenenza, nella violazione delle frontiere nazionali e dei confini statuali, nel disimpegno dall’architettura politica. [ … ] 
Donatella Di Cesare

[ … ] 
Lo spazio e il luogo si creano attraverso l’azione plurale [ … ] 
Nessun corpo instaura singolarmente lo spazio dell’apparizione perché quest’azione, questo esercizio performativo, accade solo “tra” corpi, in uno spazio che costituisce il vuoto tra il mio corpo e quello dell’altro. Di conseguenza il mio corpo non agisce mai da solo quando agisce politicamente. L’azione emerge sempre dal “tra”, figura spaziale di una relazione che unisce e a un tempo diversifica. [ … ] 
Judith Butler


[ … ] 
Con il volto coperto il manifestante cerca di smascherare il volto occulto del potere. [ … ] 
… una dimostrazione non si limita a essere rivendicazione: è sempre anche un modo esasperato di mostrare al potere gli effetti che produce sul corpo e sulla psiche. Il moto della sollevazione è in tal senso un rialzarsi dal ripiegamento depressivo, un modo di reclamare dignità. [ … ] 
Il ricorso diffuso a maschere, sciarpe, cappucci non va ricondotto solo a motivi di sicurezza. Il sé si sbarazza da se stesso, si dimentica di sé, dissimula la persona dietro la maschera, si cela nel nero di tutti i colori, in attesa di ricominciare. Il “soggetto” della rivolta non si manifesta, né vuole manifestarsi come tale, perché si assimila, si unisce agli altri, in un’alleanza solidale di corpi, quasi uno stesso corpo opaco capace, però, di esprimersi chiaramente. [ … ] 
La pratica dell’anonimato dis-assoggetta. [ … ] 
… l’anonimato, come la maschera, libera dall’identità. E, anzi, smascherandone il mito, consente quell’identità sfaldata che intacca già sempre l’esistenza. Il che vuol dire dis-identificarsi, dis-appartenere, coltivando forme di salda resistenza. [ … ] 
… nella pratica dell’anonimato si rivendica la possibilità di agire politicamente senza entrare nella cornice classica del conflitto. Il che è ben più conflittuale. [ … ] 
L’anonimato è la risposta alla politica dell’identificazione. Non si tratta semplicemente di nascondersi, bensì di nascondersi per mostrarsi. È una sfida allo Stato che condanna ogni maschera che non sia la propria, al potere finanziario senza volto, all’economia disincarnata, noncurante dei propri effetti. Si svela l’enorme disimmetria, si mette allo scoperto la disparità di forze. Ma soprattutto si rifiuta la sorveglianza planetaria e si richiede un diritto all’opacità. [ … ] 
Nascondersi mostrandosi e mostrarsi nascondendosi. [ … ] 
Donatella Di Cesare




9 – 14 ottobre 2020
residenza
CID | Rovereto

La qualità fisica del corpo è potenziata
NoPolis è una azione illocutoria. NoPolis afferma l’essenza e quindi l’esistenza dei corpi della protesta, dei tanti corpi della rivolta, corpi taciuti, silenziati dai media.

NoPolis è una installazione performativa
l’installazione mette in stallo
la performance mette in azione
l’attrito ha creato lo stato del corpo.

I can’t breathe



[ … ] la politica non può essere circoscritta alle mura della polis. Tanto più, se con ciò si intende il perimetro statuale. [ … ] 
La polis non è la città-stato, come in genere si crede, cioè un luogo situato in un territorio, bensì è lo “spazio dell’apparire”. [ … ] 
Donatella Di Cesare

[ … ] Non possiamo rifarci allo spazio chiuso e ben protetto della polis (abitato da uomini), dove ai bisogni materiali provvedevano esseri umani il cui genere, razza o status li rendevano inammissibili al pubblico riconoscimento (donne, schiavi). [ … ] 
Una delle ragioni per cui la sfera politica non può essere definita tramite la concezione classica della polis è che ci depriveremmo di un linguaggio in grado di comprendere le forme di agency e di resistenza intraprese dagli spossessati.
Trovarsi al di fuori delle strutture politiche istituzionali e legittimate significa trovarsi pur sempre immersi nelle relazioni di potere, e questa immersione è precisamente il prerequisito di una teoria politica che tenga in considerazione tanto le forme dominanti quanto quelle soggiogate, tanto i modelli di inclusione e di legittimazione quanto i modi di delegittimazione e di cancellazione. [ … ] 
Esercizio del diritto allo spazio [ … ] 
Spazio sottratto alla possibilità di raggrupparsi pubblicamente in nome della sicurezza e della salute pubblica – corpi convenientemente (opportunamente) oscurati dai media. [ … ] 
Cosa significa apparire nelle forme contemporanee della politica? [ … ] 
Media [ … ] 
Il corpo entra nel campo del visibile e dell’udibile. [ … ] 
I media sono la scena o lo spazio nella sua dimensione estesa, visivamente e acusticamente replicabile. [ … ] 
Se quei corpi non venissero filmati e trasmessi altrove, non vi sarebbe alcuna forma di riconoscimento etico globale o di connessione. [ … ] 
È la persistenza del corpo, nella sua esposizione, a mettere in discussione la legittimità statale, e lo fa proprio attraverso una specifica forma di performatività. [ … ] 
Azione e gestualità – l’una non è separata dall’altra. [ … ] 
Il corpo articola la sua modalità di esistenza esibendo sia la propria precarietà, sia il proprio diritto di persistenza. [ … ] 
Persistenza del corpo contro quelle forze che tentano di debilitarlo e di sradicarlo. [ … ] 
Judith Butler

Mettere il corpo in prima linea, nella sua insistenza, ostinazione, precarietà.
precarietà
esclusi, inammissibili - i precari

[ … ] Le nostre vite, politicamente parlando, sono accomunate da una condizione di precarietà, per quanto distribuita in modo differenziale. [ … ] 
La precarietà pare attraversare diagonalmente i movimenti di rivolta e protesta degli ultimi anni. [ … ] 
Precarietà come luogo di alleanza tra gruppi di persone che hanno poco in comune o addirittura diffidenza e antagonismo. [ … ] 
Judith Butler

[ … ] La pandemia ha acuito un processo in corso, esasperato un dissidio già latente tra la disciplina dei corpi, la militarizzazione dello spazio pubblico, e le lotte che manifestano il dissenso, smentiscono la ripartizione, interrompono l’architettura dell’ordine. [ … ] 
Donatella Di Cesare


ph. Giulia Lenzi courtesy Oriente Occidente






































































































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