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MEMORIE OLFATTIVE, archivio invisibile di memorie, rappresenta una nuova fase del progetto di ricerca coreografica ELP. Dopo avere indagato la relazione tra corpo e immagini visive e poi tra corpo e immagini orali, Paola Bianchi, affiancata da Stefano Murgia, si concentra ora sulla relazione potente tra il corpo e gli odori.
La ricerca ha preso avvio grazie all’invito a partecipare al progetto europeo transdisciplinare OLFAC [Olfactormativity, Exploring The Intervening Performativity Of Smell, A European Research Council (ERC) Consolidator Grant Project (2024 – 2029), University of Arts Linz] ideato da Silke Felber, professoressa di Storia della Conoscenza alla University of Arts Linz. OLFAC riunisce intuizioni provenienti da arti, cultural e media studies, antropologia, psicologia, neurobiologia e chimica, con l’obiettivo di sviluppare una teoria della performatività olfattiva che ridefinisca il ruolo dell'olfatto come forza critica nell'interazione tra politica, estetica e sensi.
La ricerca ha preso avvio grazie all’invito a partecipare al progetto europeo transdisciplinare OLFAC [Olfactormativity, Exploring The Intervening Performativity Of Smell, A European Research Council (ERC) Consolidator Grant Project (2024 – 2029), University of Arts Linz] ideato da Silke Felber, professoressa di Storia della Conoscenza alla University of Arts Linz. OLFAC riunisce intuizioni provenienti da arti, cultural e media studies, antropologia, psicologia, neurobiologia e chimica, con l’obiettivo di sviluppare una teoria della performatività olfattiva che ridefinisca il ruolo dell'olfatto come forza critica nell'interazione tra politica, estetica e sensi.
Gli odori hanno un impatto profondo e spesso sottovalutato sull'esperienza umana. Possono evocare ricordi, plasmare emozioni e influenzare il comportamento in modi sia sottili che potenti. Con la loro capacità unica di stabilire o sconvolgere le routine, gli odori sfidano le percezioni e provocano nuovi modi di pensare. Allo stesso tempo, possono stigmatizzare profondamente o addirittura (ri)traumatizzare, rafforzando le divisioni sociali o scatenando reazioni viscerali legate alla violenza e agli abusi. La loro natura effimera permette agli odori di muoversi tra l'intimo, l'intersoggettivo e il collettivo, coinvolgendo profondamente le dimensioni dell'identità, della memoria e dello spazio. In questo modo, gli odori possono sostenere o sovvertire le norme sociali, offrendo un mezzo sensoriale per le dinamiche di controllo, di resistenza e trasformazione.
Gli odori hanno un impatto profondo e spesso sottovalutato sull'esperienza umana: possono evocare ricordi, plasmare emozioni e influenzare il comportamento in modi sia sottili che potenti.
Gli odori hanno una capacità unica di intervenire nelle esperienze umane. A differenza della luce e del suono, che si basano su onde, l'odore è legato a particelle fisiche che, per essere percepite, devono letteralmente penetrare nel cervello umano associandosi a emozioni e ricordi. Gli odori entrano nel corpo attraverso il naso. Il sistema olfattivo è collegato al sistema limbico che comprende l’ippocampo, sede della memoria, e l’amigdala, ovvero la regione delle esperienze emotive.
Enigmatici e sfuggevoli, gli odori sono difficilmente verbalizzabili, allo stesso tempo però il cervello umano può conservarli per tutta la vita, portando alla luce esperienze e ricordi nascosti.
Che impatto hanno gli odori sulla nostra esperienza? Quali odori associamo alle emozioni? E quali ricordi, emozioni, stati del corpo possono evocare?
La nostra ricerca si concentra su emozioni e memoria.
In una società deodorizzata in cui le immagini visive e sonore detengono una supremazia sugli altri sensi, proviamo a portare l’attenzione sulle immagini olfattive, indagando e stimolando la connessione tra odori e memoria corporea, tra profumi puzze e reazioni del corpo, tra il respiro e la sua connessione imprescindibile con l’olfatto.
La nostra cultura si basa sul declassamento degli odori: da Aristotele a Kant, da Hegel a Freud, ognuno di loro ha trovato il modo di dichiarare l’olfatto un senso minore, primitivo, animale, legato alla sfera femminile, e, come tale, da non considerare.
Eppure gli odori sono parte del campo di indagine dei “potenti del mondo”. Pensiamo sia un atto politico lavorare su questo argomento soprattutto alla luce delle ricerche che alcuni governi (Israele e USA per primi) stanno portando avanti da anni. Un esempio tra tutti è la skunk water – acqua di puzzola – spruzzata nel 2008 sulle persone che manifestavano in Cisgiordania e utilizzata regolarmente per anni durante ogni manifestazione di protesta del popolo palestinese. La puzza rimane sulla pelle per molti giorni e sugli indumenti anche intimi per più di 5 anni – un modo efficace per individuare facilmente chi ha partecipato alle manifestazioni e, allo stesso tempo, uno strumento di umiliazione che fa riferimento alle definizioni storiche dei gruppi razzializzati come “maleodoranti”.
Coerentemente con il progetto ELP, la prima fase di indagine ha coinvolto un gruppo eterogeneo di 70 persone alle quali abbiamo chiesto di compilare un questionario online in forma anonima:
Quale odore associ a ognuna delle emozioni o degli stati psicofisici elencati di seguito? Puoi anche indicare il nome della cosa o del luogo che emana o contiene tale odore.
calma – eccitazione – fastidio – felicità – follia – malinconia – morte – nostalgia – odio – paura – rabbia – sonno – spensieratezza – tristezza – vergogna – violenza
Dalle risposte ricevute abbiamo poi individuato gli odori ricorrenti e riproducibili, creando per ognuno di essi un piccolo ecosistema contenuto in un vasetto numerato (aceto - acetone - acqua di fiori marci - aglio - agrumi - alcool - benzina - borotalco - caffè - chanteclair - cioccolato - funghi - gel disinfettante - gomma bruciata - incenso - lavanda - legna bruciata - libri vecchi - mare - muffa - posacenere sporco - profumeria - rosmarino - ruggine - segatura - sottobosco).
Durante due residenze - una alla University of Arts di Linz e l'altra a Teatro Akropolis di Genova - abbiamo intervistato dal vivo 43 persone chiedendo loro di annusare a occhi chiusi un vasetto per volta, e di dirci quali ricordi affioravano annusando quello specifico odore (un luogo, una persona, una situazione o qualunque altra cosa).
Abbiamo poi consegnato un foglio con una linea orizzontale
LOW ________________________________________________________________HIGH
sulla quale ogni persona intervistata ha scritto il numero del vasetto appena annusato. La richiesta è stata quella di indicare il pitch dell’odore ovvero dove risuonava nel corpo (molto basso, basso, medio, alto, molto alto - un po’ come per il suono). Il terzo passaggio è stato quello di chiedere di posizionare il vasetto nello spazio in relazione a un punto preciso segnato a terra.
A conclusione delle residenze abbiamo presentato due brevi performance di 20 minuti ciascuna dal titolo WERKSTATT pathosmells in cui il corpo e il suono sono stati informati dalle risposte ricevute.
MEMORIE OLFATTIVE sta generando:
ABS(C)ENT
BIBLIOGRAFIA
A cura di Gwenn-Aël Lynn e Debra Riley Parr Olfactory art and the political in an age of resistance – Routledge
Hirac Gurden Sentire il mondo. Come gli odori agiscono su mente e emozioni – Touring Servizi
Federico Kukso Odorama. Storia culturale dell’odore – Topic
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english version
OLFACTORY MEMORIES, an invisible archive of memories, marks a new phase in the ELP choreographic research project. Having previously explored the relationship between the body and visual images, and subsequently between the body and auditory images, Paola Bianchi, alongside Stefano Murgia, is now focusing on the powerful relationship between the body and smells.
The research began following an invitation to participate in the transdisciplinary European project OLFAC [Olfactormativity, Exploring The Intervening Performativity Of Smell, A European Research Council (ERC) Consolidator Grant Project (2024–2029), University of Arts Linz], conceived by Silke Felber, Professor of History of Knowledge at the University of Arts Linz. OLFAC brings together insights from the arts, cultural and media studies, anthropology, psychology, neurobiology and chemistry, with the aim of developing a theory of olfactory performativity that redefines the role of smell as a critical force in the interplay between politics, aesthetics and the senses.
The research began following an invitation to participate in the transdisciplinary European project OLFAC [Olfactormativity, Exploring The Intervening Performativity Of Smell, A European Research Council (ERC) Consolidator Grant Project (2024–2029), University of Arts Linz], conceived by Silke Felber, Professor of History of Knowledge at the University of Arts Linz. OLFAC brings together insights from the arts, cultural and media studies, anthropology, psychology, neurobiology and chemistry, with the aim of developing a theory of olfactory performativity that redefines the role of smell as a critical force in the interplay between politics, aesthetics and the senses.
Smells have a profound and often underestimated impact on the human experience. They can evoke memories, shape emotions and influence behaviour in ways that are both subtle and powerful. With their unique ability to establish or disrupt routines, smells challenge perceptions and provoke new ways of thinking. At the same time, they can deeply stigmatise or even (re)traumatise, reinforcing social divisions or triggering visceral reactions linked to violence and abuse. Their ephemeral nature allows smells to move between the intimate, the intersubjective and the collective, deeply engaging with the dimensions of identity, memory and space. In this way, smells can sustain or subvert social norms, offering a sensory medium for dynamics of control, resistance and transformation.
Smells know no borders, cannot be shared online, are elusive, and cannot be eliminated but only overlap with one another.
Smells have a profound and often underestimated impact on the human experience: they can evoke memories, shape emotions and influence behaviour in ways that are both subtle and powerful.
Smells have a unique ability to influence human experiences. Unlike light and sound, which are based on waves, smell is linked to physical particles which, in order to be perceived, must literally penetrate the human brain, associating themselves with emotions and memories. Smells enter the body through the nose. The olfactory system is connected to the limbic system, which includes the hippocampus – the place for memory – and the amygdala, the region associated with emotional experiences.
Enigmatic and elusive, smells are difficult to put into words; yet at the same time, the human brain can retain them for a lifetime, bringing hidden experiences and memories to the surface.
What impact do smells have on our experience? Which smells do we associate with emotions? And what memories, emotions and physical states can they evoke?
Our research focuses on emotions and memory.
Our research focuses on emotions and memory.
In a deodorised society where visual and auditory images hold sway over the other senses, we seek to draw attention to olfactory images, exploring and stimulating the connection between smells and bodily memory, between fragrances, odours and bodily reactions, and between breathing and its inseparable link with the sense of smell.
Our culture is founded on the devaluation of smells: from Aristotle to Kant, from Hegel to Freud, each of them has found a way to declare the sense of smell to be a minor, primitive, animal sense, linked to the feminine sphere, and, as such, not worthy of consideration.
And yet smells form part of the field of investigation of the ‘powers that be’. We believe that working on this issue is a political act, particularly in light of the research that certain governments (Israel and the US foremost among them) have been conducting for years. One example among many is ‘skunk water’ – sprayed in 2008 on demonstrators in the West Bank and used regularly for years during every protest by the Palestinian people. The stench lingers on the skin for many days and on clothing – even underwear – for more than five years – an effective way of easily identifying those who took part in the demonstrations and, at the same time, a tool of humiliation that draws on historical characterisations of racialised groups as ‘malodorous’.
In line with the ELP project, the first phase of the study involved a wide-ranging group of 70 people, whom we asked to complete an anonymous online questionnaire:
Which smell do you associate with each of the emotions or psychophysical states listed below? You may also indicate the name of the object or place that emits or contains that smell.
calm – excitement – annoyance – happiness – madness – melancholy – death – nostalgia – hatred – fear – anger – sleep – carefreeness – sadness – shame – violence
From the responses received, we then identified recurring and reproducible smells, creating for each of them a small ecosystem contained in a numbered jar (vinegar – acetone – water from rotten flowers – garlic – citrus fruits – alcohol – petrol – talcum powder – coffee – Chanteclair – chocolate – mushrooms – hand sanitiser – burnt rubber – incense – lavender – burnt wood – old books – the sea – mould – a dirty ashtray – perfumery – rosemary – rust – sawdust – undergrowth).
We then handed out a sheet of paper with a horizontal line
LOW ________________________________________________________HIGH
The third step was to ask them to position the jar in the space in relation to a specific point marked on the floor. At the end of the residencies, we presented two short performances, each lasting 20 minutes, entitled WERKSTATT pathosmells, in which the body and sound were informed by the responses received.
OLFACTORY MEMORIES is generating:
pathosmells
ABS(C)ENT
pathosmells
ABS(C)ENT

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